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#indugiamo

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Anna Arcamone

Giuseppe Arcamone

Andrea Banzato

Michela Bassanello

Indugiare è una parola bellissima. Suona così rotonda e liscia, che viene quasi voglia di accarezzarla. E come le carezze, questo verbo mi fa sempre pensare a un gesto, un movimento lento, guidato da un pensiero che nasce poco a poco.
#indugiamo per me è stato un bellissimo esercizio in molti sensi. Di sfogo, per drenare i momenti di stress causati dalla reclusione forzata. Di scoperta, perché mi ha permesso di osservare più attentamente un ambiente che, per quanto famigliare, non era casa mia (ma l’appartamento del mio ragazzo). Di miglioramento, del mio occhio fotografico e della mia capacità di osservazione, dei miei punti di vista, ma anche della mia familiarità con l’associare un’immagine a un pensiero in un contesto difficile.
Il risultato è una serie di scatti che ho realizzato a volte divertendomi, altre volte ragionando, altre semplicemente abbandonandomi a un’emozione o una percezione sensoriale. Come il silenzio. Senza dubbio, durante questa quarantena, oltre alla vista che mi ha guidata nella scelta dei soggetti, il senso da cui ho tratto maggior piacere è stato l’udito: ho indugiato moltissimo nella percezione del silenzio (che personalmente non considero un’assenza di suono, ma una sensazione acustica) e ho goduto appieno di ogni sfumatura sonora che rilevavo in esso. Ringrazio Edoardo perché #indugiamo non è soltanto un hashtag, è un superpotere che avevo dimenticato di possedere.

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barbogia61

Marco Bay

Da questo periodo abbiamo imparato alcuni dogmi.
Le città hanno bisogno di paesaggi ricostituenti governati da giardinieri.
A scuola i bambini devono imparare prima i segreti della natura e dopo i numeri della matematica.
Il silenzio planetario.

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Monica Belfiume

Michele Bella

Roberto Bricchi

Indugiare è stato un obbligo durante la quarantena.
Abbiamo dovuto rallentare bruscamente e riflettere sulle cose essenziali della vita è venuto naturale.
È stata una esperienza forte, lunga, intensa, a tratti durissima e vedendo come la natura in poco tempo si è riappropriata degli spazi che le avevamo sottratto,
ho avuto la netta sensazione che il virus fossimo noi “Sapiens”.
Qui a Milano l’aria si è ripulita dopo pochi giorni e i miei Mondi di ceramica cosparsi di palazzi (casualmente a forma di virus) sono una chiara denuncia di come stiamo
trattando il mondo.Dobbiamo ripensare il binomio uomo-natura senza compromessi, non si può più sprecare tempo.
Ritengo sia doveroso rallentare e soprattutto rinunciare a qualcosa,non possiamo ripartire come prima, il tema è proprio la sostenibilità dei nostri stili di vita
e qui entra in gioco la responsabilità individuale,il cambiamento deve partire da noi.

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Nicoletta Caccia

Marcello Campora

Tomorrow. Ho accettato la proposta di @edoardo_romagnoli e fra i temi proposti ho scelto la linea. La linea della vita che ora ci appare sospesa fra un prima e un dopo ma che ci guida già ora al domani che dovremo saper costruire.

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Alessandro Caporale

Caterina Casini

Andrea Ceccanti

Marco Chiaudano

Non sono per niente “social” ma Edoardo mi ha convinto a partecipare a #indugiamo. E’ stato uno stimolo a riflettere “fotograficamente” sulle cose che sono davanti a noi tutti i giorni in questo difficile periodo di pandemia, grazie.

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chicca_thomas

Andrea Ciarafischi

Eleonora Colzani

Il periodo di chiusura per Covid ha praticamente coinciso con l’inizio della mia chemioterapia : quello che per me sarebbe stato un periodo di “clausura forzata” lo è diventato per tutti e questo mi ha fatta sentire meno sola.
Quando ho saputo del progetto di Edoardo Romagnoli mi è piaciuto molto perché mi sono resa conto che, chi meglio di me stava indugiando ogni singolo giorno? Il mio indugiare è sulla “linea” temporale non proiettata al futuro ne al passato come invece avviene sui libri di storia, ma sugli attimi del presente l’unico momento che mi è concesso vivere con certezza e che spesso nelle corse quotidiane non ho saputo mettere a fuoco. Ecco che una volta fissato, il momento diventa passato e la linea temporale si arricchisce di ricordi, proiettata al domani senza guardarlo negli occhi fino a quando le si fa prossimo.

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Riccardo Costantini

Condivido e partecipo con piacere al progetto ideato da Edoardo Romagnoli, #indugiamo. Lo scandire delle ore ci accompagnava nel nostro vivere pre-quarantena. Oggi ci sembra di esserci liberati dal suo arrogante dispotismo, totalmente avvolti dalla bolla surreale in cui siamo costretti a vivere. L’orologio perde la sua importanza sovrastato da quella del datario, in attesa di un giorno in cui vi sia scritta la parola “fine”.

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Lucia Covi

Daniela Cresci

Massimo De Gennaro

Ringrazio l’amico Edoardo che oggi mi ha smosso dal mio “indugiare” e mi ha invitato a partecipare al suo bel progetto. La quarantena ha chiuso il corpo e costretto la memoria a ritrovare il proprio passato per riflettere sul presente. Speriamo che questo stato dell’animo vada oltre la Pandemia.

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Davide Delmiglio

“Nel mezzo del cammin di nostra vita mi ritrovai per una selva oscura”. (Cit.)
Il mondo si è fermato per un po’ e ho dovuto, come tutti del resto, adattarmi alla situazione. Gli scatti rappresentano una sintesi delle mie attività in queste lunghe e lente giornate in casa.
Semplici momenti che mi hanno aiutato a vivere comunque la vita.

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detso5413

Luca Devoto

Filippo Maria Federici

Sono state giornate intense: di lavoro, di riflessioni, di arte, di cani, di cene e di indugi.

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Rachele Ferrario

è successo cosi. la luce del sole di mattina, ma solo per qualche minuto, compariva sulla parete. l”attesa – l’ndugio? – ricomponeva grazie a quell’immagine lampi di intuizioni.

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Matteo Fieni

Caterina Fiocchi

Elena Frassi

#indugiamo
Il mantra del tempo infinito che ha caratterizzato questo periodo speciale che considero un “regalo del mondo”.
Un’occasione di introspezione e riflessione per poter assimilare di come godere delle piccole cose.

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Caterina Frezzini

Indugiare
Per me è stato la ricostruzione di una nuova quotidianità.
Le prime settimane abbiamo avuto paura. Ci si guardava increduli e silenziosi sembrava impossibile che una stretta di mano e un abbraccio potessero esserci vietati. Abbiamo indugiato e poi ricostruito. il tempo lento ci ha fatto apprezzare la nuova dimensione.
Forse ci voleva proprio questo periodo per farci fare la cosa più semplice del mondo. Crescere.

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Ugo Galassi

Maurizio Galimberti

gerardo_di_fonzo

“LINEA come un arabésco”
La fotografia, così come lo scultore con martello e scalpello rivela l’opera con l’azione del togliere, con uguale intenzione la fotografia materializza qualcosa che già c’è nell’ombra, la luce rivela ciò che è latente ma esiste.
Non v’è artificio virtuoso che con la sua grammatica possa magnifichicare quanto nel fuoco, nell’aria, nel vento e nella terra già esiste.
Con lo strumento meccanico l’artista tenta di emulare o omaggiare la creazione, il creativo si crogiola lasciandoci una sua interpretazione, che è contestualizzata al periodo storico, o di cui è contemporaneo oppure di sua proiezione temporale. Oltre quella linea immaginaria che c’è tra l’artista e il fruitore, esiste un fragile diaframma che una volta masticato ha inizio un viaggio che ogni volta è diversamente fantastico, nel tornare terreni si avverte il peso della gravità, e la gioia dell’attesa di quando avverrà il prossimo inganno, nell’aspettarsi qualcosa di nuovamente magico, che già sai che inesorabilmente si avvererà.

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Elena Giacobbe

giane_piacquadio

Doia Giovanola

gocciola.menti

Mishy Gregori

Sonia Guazzoni

Dorothea Hammer

Ora, subito, prima è, meglio è.
Questi erano i ritmi di molti.
Improvvisamente una brusca frenata, e l’opportunità per alcuni di poter rallentare, di poter esitare nell’agire. L’indugio. Che sia l’unico aspetto positivo di questa sosta?

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Il Cargedo

Ho avuto il privilegio di vivere questo periodo di isolamento in campagna.
E questa forzata solitudine mi ha restituito un valore che avevo barattato da tempo con altro: il tempo. Per pensare, leggere, annoiarmi, osservare, indugiare.
Edoardo ha proposto di tradurre in immagini questo momento eccezionale.
E così questo piccolo diario potrà raccogliere le mie istantanee, banali e di trascurabile qualità, in una sequenza di immagini accomunabili, per forza evocatrice, all’album fotografico di un viaggio in mari lontani.

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ilgiardinodichri

Silvia Jazzarelli

Hideyuki Kei

Betsy Kenyon

Rosanna Latronico

Federico Lindner

Alessia Locatelli Pizzi

marghepassalacqua

Francesco Marinaro

Alberto Meda

mg.curiosona

Olga Michahelles

Il Lockdown: due mesi che non dimenticherò mai nella mia vita: mi sono sentita letteralmente in prigione, soprattutto le prime due settimane di quarantena. Il tempo non passava mai…mi sentivo vuota e inutile.
Grazie al progetto di Edoardo Romagnoli #indugiamo sono riuscita a trovare un motivo di distrazione riscoprendo il mio grande amore per la fotografia, a stimolare il mio lato creativo cercando di non essere mai banale nelle foto che scattavo.
Ho voluto mostrare le emozioni che provavo: rabbia, insicurezza, speranza, mi sono soffermata su dettagli della mia casa che prima sorvolavo velocemente e ho scoperto nuove linfe artistiche.
Ho ritrovato l’amore per la casa, e penso che in una piccola parte, la clausura forzata sia stata un’opportunità per fermarci tutti un po’ e godere degli oggetti che ognuno di noi ha distrattamente accumulato senza mai realmente goderne per fretta o distrazioni continue.
Credo che in tanti abbiamo anche capito l’importanza di avere delle persone vicine, a partire dalla famiglia ma anche dall’amore e amicizia. Ci siamo tutti supportati a vicenda, ci siamo scambiati consigli abbiamo immaginato tantissime volte il momento in cui ci saremo rivisti.
Purtroppo è ancora presto dire che siamo liberi, dobbiamo accontentarci della normalità che molto lentamente sta tornado ed è già un grande passo.
Soffermiamoci ora , con piú sollievo a riflettere sui giorni surreali che abbiamo vissuto in questo periodo della nostra vita, io sto sorridendo e mi faccio un complimento, mi sento pulita e con nuovi stimoli pronta a guardare la mia Milano con altri occhi.

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milano_da_lontano

Maria Cristina Moreschi

Patrizia Mussa

nikicavallo

Azzurra Orsini

Ho accettato molto volentieri di partecipare al progetto indugiamo di Edoardo Romagnoli scegliendo come tema il colore delle cose intorno a me, dal cielo azzurro che ho potuto vedere dal mio giardino (bene prezioso ora più che mai) ai colori dei quadri e dei libri del mio babbo che sono sempre stati intorno a me, ma che grazie alla quarantena ho avuto modo di vedere e non solo guardare!

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Piermario Orsini

INDUGIAMO: quando ho saputo che Edoardo stava lanciando il progetto indugiamo, ho pensato subito di partecipare – la parola è bellissima, in un mondo completamente bloccato, indugiamo mi aiutava a rallentare ancora. Ho incominciato a guardare i miei vecchi lavori e riscoprire particolari che ormai davo per scontati, mi sono divertito a vedere cosa postavano tutte le mattine tutti gli altri partecipanti e devo dire che le loro immagini mi sono piaciute tutte. Quindi ringrazio Edoardo per questa bellissima idea e tutti i partecipanti per le loro bellissime immagini. Ho eletto la mia immagine preferita “tulipano nero – vaso verde e tavolo verde.

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Susanne Paetsch

Cristina Palanti

Riccardo Parretti

paolocavallo06

Francesco Pergolesi

Alessandra Pierelli

Pier Paolo Pitacco

pinkertonpolly

Giorgio Racca

Ho accettato l’invito di @edoardo_romagnoli e tra i temi che ci ha proposto ho scelto la linea. Ma la mia non è una linea geometrica, è la linea dei collegamenti con le persone vicine, ma distanti, la linea delle #videochiamate con gli amici e delle #call con i clienti. La linea per un ritratto a distanza, con una videochiamata su WhatsApp.

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radema1

Ho partecipato con gioia al progetto di Edoardo perché io, per indole, indugio su tutto. A volte per paura, spesso per pigrizia, sempre per curiosità. Ho scelto di giocare in casa, letteralmente, sul tema colore. In questo tempo sospeso ho indugiato molto sui miei colori, quelli che mi fanno stare bene: lo speranzoso e pacato verde menta, il terapeutico e arrogante rosa Barbie. Che il nero non me ne voglia. Ce n’era già troppo fuori.

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Costanza Romagnoli

Indugiare è stato terapeutico.
Contornati da notizie tristi e angoscianti, ci siamo accoccolati nelle nostre case: un nido d’allegria e risate.
Perché per me è stato così. La nostra casa, i suoi colori accesi e caldi, i suoi profumi di gelsomino e rose sbocciate, sono stati una coccola.
È bello partecipare al progetto #indugiamo per immortalare momenti e ricordi di questo periodo così folle, ma allo stesso tempo così intimo.

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Edoardo Romagnoli

Indugiamo, termine non di moda fino a un mese fa ora di grande attualità. Si diceva: il tempo è il bene che manca a tutti noi. Ora abbiamo tempo; ascoltiamo, guardiamo, vediamo, osserviamo, pensiamo… è tempo di indugiare #indugiamo Vi propongo 4 temi per un progetto fotografico: Linea, Curva, Spigolo, Colore. Soffermiamoci a pensare quale di questi temi ci rappresenta meglio. Scattiamo e postiamo con #indugiamo… non so dove arriveremo ma sicuramente ognuno scriverà il suo personalissimo diario.

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Matilde Romagnoli

Io, di indole, vorrei indugiare tutta la vita; e vorrei realizzare cose grandiose.

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Michela Rossi

Un occhio che indugia sta selezionando cosa guardare e sicuramente troverà bellezza. La sua stessa attenzione creerà bellezza.
Fortunato chi indugia: ha il tempo di osservare e il privilegio di scegliere.
L’indugio è curioso, forse un po’ pigro ma mai stanco.

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Lorenzo Salvatori

Condivido con entusiasmo questo progetto lanciato da Edoardo, padre digitale e mentore di vita.
Un progetto che stimola il vedere interiore, vedere come sentire.

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Cristina Sangalli

Irene Santosuosso

Irene Sdogati

silviamariagildagenovese

Io non so cosa voglia dire indugiare ma, guardando i miei cani, vedo che stanno cercando di insegnarmi qualche cosa sul tema.

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sonolelena

Pietro Spedale

Carlotta Stangoni

Ho accettato con enorme piacere di partecipare al progetto fotografico #indugiamo di @edoardo_romagnoli sul tema del Colore. Prima che arrivasse la quarantena non avevo mai tempo per guardare le foto sul mio computer, sistemarle, andare fuori a fare qualche scatto; ora che sono bloccata a casa causa Covid-19 il tempo non mi manca di certo e ho riscoperto la bellezza di prendere in mano la mia macchina fotografica e scattare, scoprendo angoli e particolari che prima non notavo. Nella speranza di poter uscire e riabbracciare i miei amici, mi manca tanto lo stare vicini!

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Anita Stradiotti

Salvatore Toscano

urbansolid

Riccardo Zamarian

Matteo Zarbo

Fabio Zonta